Tavolo permanente per lo spettacolo

📣📣📣AFFRONTARE L’EMERGENZA: LA NOSTRA PROPOSTA!

Come annunciato, RISP – Emergenza Continua, è stata convocata a partecipare al “Tavolo permanente per lo spettacolo a seguito dell’emergenza da COVID-19″.

Di seguito trovate per esteso la nostra proposta per una serie di misure atte ad affrontare da un punto di vista economico-normativo la tragica emergenza del nostro settore.

Riteniamo che questa sia la traccia giusta e debba essere un ponte per far si che le misure di sostegno al reddito delle lavoratrici e dei lavoratori dello spettacolo diventino strutturali, oltrepassino quindi la fase emergenziale!


PROPOSTE PER TAVOLO MIBACT EMERGENZA

1 – CREAZIONE DI UN SISTEMA DI REDDITO DI EMERGENZA FINO ALLA FINE DELLA PANDEMIA
È necessario uscire dalla logica dei bonus una tantum e dedicare gli sforzi economici ad una misura strutturale che coinvolga tutti i lavoratori del comparto senza distinzioni di categorie come finora è stato. La continua incertezza rispetto all’erogazione di aiuti per i lavoratori e le lavoratrici rischia di svuotare rapidamente il settore: una misura che sia certa e continuativa per tutto il periodo emergenziale otterrebbe quindi il doppio risultato di garantire loro un sostegno e di poter immaginare un’adeguata ripartenza; Il reddito di continuità, temporaneo e non condizionato in fase di emergenza covid 19, opportunamente strutturato permetterebbe ai lavoratori altamente specializzati di:

• disincentivare l’accettazione di sotto-compensi;
• ostacolare la proliferazione del lavoro nero e grigio, di lavori senza diritti, in primis quelli alla salute e alla sicurezza, determinando quindi una reale possibilità di rifiuto del lavoro privo di tutele e diritti;
• garantire continuità di reddito nei periodi di inattività.
Questa misura dovrebbe permettere ai lavoratori di attestarsi sopra la soglia di povertà per tutto il periodo in cui il settore soffrirà le conseguenze della crisi pandemica e dovrebbe protrarsi oltre lo stato di emergenza nazionale.
La cifra congrua dovrebbe essere 1200€ al mese.
Uno strumento di questo genere possa diventare strutturale, ed essere erogato anche fuori dall’emergenza per l’integrazione salariale dei lavoratori e le lavoratrici dello spettacolo.
L’individuazione della platea degli aventi diritto alla misura deve essere effettuata per mezzo dell’attestazione dello storico contributivo dei versamenti in regime ex-Enpals, in sostituzione dei parametri fino ad ora individuati e basati su singoli anni (2019-2020), così da evitare l’ esclusione dei soggetti più vulnerabili (lavoratrici in maternità, lavoratori o lavoratrici assoggettati a lunghi periodi di malattia).

2- GARANTIRE LE ANNUALITÀ CONTRIBUTIVE PER GLI ANNI 2020 E 2021
Pensiamo che un grande segnale di disponibilità da parte delle istituzioni sarebbe quello di far valere per tutti i lavoratori dello spettacolo interamente l’annualità 2020 / 2021 ai fini contributivi e pensionistici per i lavoratori del gruppo A e B. Un’annualità in cui non si è potuto lavorare per cause evidenti di forza maggiore non può ricadere in maniera così violenta sulle spalle dei lavoratori stessi.

3- COPERTURA FINANZIARIA
Ai fini della copertura economica delle misure di cui alla presente proposta indichiamo il disavanzo presente in cassa ex enpals (5,6 miliardi di €) tra pensioni erogate e contributi versati, come del resto affermato dal Presidente dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale nell’audizione in senato presso la VII Commissione Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport denominata “Lavoro e previdenza nel settore dello spettacolo”
il 27 ottobre 2020

4- RIESAME DEI CODICI ATECO AVENTI DIRITTO AL BONUS (vedi formatori)
L’ultimo decreto ristori prevede l’erogazione del bonus anche per i lavoratori autonomi impegnati nel settore dello spettacolo, in particolare per tutta una serie di professioni legate alla formazione nello spettacolo e nella danza.
Per individuare quali professioni avessero diritto al bonus, l’inserimento nel decreto di alcuni codici Ateco e l’esclusione di altri ha prodotto un ampio bacino di lavoratori autonomi del settore che non potranno accedere a nessun tipo di sostegno. Pensiamo che questo corto circuito sia frutto di una generale mancanza del riconoscimento di alcune professioni connaturate al mondo dello spettacolo e della cultura (come il lavoro di formazione ad esempio); mancanza che si riflette nella confusione generata dai numerosi codici Ateco applicati, spesso generici e assolutamente non rappresentativi delle reali mansioni che vengono svolte.
Riteniamo necessario intervenire anche in questo segmento del settore, considerando la particolare fragilità di chi si trova a svolgere la propria professione senza molte delle tutele che invece garantiscono il lavoro dipendente (ferie, permessi, malattia, ecc.), chiediamo per quanto riguarda i prossimi provvedimenti legati all’emergenza una nuova mappatura generale dei codici Ateco utilizzati anche dalle lavoratrici e dai lavoratori dello spettacolo e della cultura, inserendo i codici esclusi e prevedendo la possibilità di poter autocertificare, anche attraverso contratti o fatture emesse, l’effettivo impiego all’interno del settore. L’accertamento sulla veridicità delle autocertificazioni rese, potrà essere effettuata da Inps, in concerto con l’agenzia delle entrate, tramite gli storici dei fatturati della p.IVA stessa.
A esclusivo titolo esemplificativo ma non esaustivo elenchiamo alcuni dei codici Ateco esclusi, di cui siamo venuti a conoscenza, grazie all’attività dei nostri sportelli territoriali presenti in molte regioni:
cod.90.02.02 – Attività nel campo della regia
cod.90.02.09 – Altre attività di supporto alle rappresentazioni artistiche
cod.90.04.00 – Gestione di teatri, sale da concerto, altre strutture
cod. 85.59.90 – Altri servizi di istruzione nca
cod.85.59.20 – Corsi di formazione e corsi di aggiornamento professionale

Riteniamo necessario l’ampliamento di questa misura emergenziale a tutte le lavoratrici e lavoratori con contratto intermittente, dipendenti di cooperative o società con altri codici Ateco primari e secondari ma che lavorano in maniera preponderante per committenti dello spettacolo (con fatturato legato al mondo dello spettacolo maggiore di un 33%).

Consapevoli della genericità di alcuni dei codici Ateco, la quale tuttavia permette alle lavoratrici e ai lavoratori dello spettacolo di utilizzare quei codici per la loro professione, ci teniamo a ricordare che, nonostante alcuni corsi di formazione siano proseguiti anche utilizzando la modalità a distanza, nella quasi totalità dei casi il volume di lavoro si è drasticamente ridotto, non permettendo di garantire una retribuzione dignitosa e adatta al sostentamento. Per questo crediamo che sia necessaria una revisione dei meccanismi di erogazione dei bonus, che possa aprire un ragionamento strutturale e di ampio respiro sul sistema di classificazione e sul riconoscimento delle figure professionali coinvolte.

5- BLOCCO LICENZIAMENTI PER 2 ANNI DOPO LA FINE DELLO STATO DI EMERGENZA
Prevedere l’estensione del blocco dei licenziamenti per 2 anni dalla fine dell’emergenza al fine di tutelare l’occupazione e il rinnovo dei contratti a tempo determinato cosiddetti “stagionali”.
Programmare inoltre un piano di stabilizzazione dei precari e delle precarie e l’internalizzazione di tutti quei lavoratori e lavoratrici impiegati nello spettacolo dal vivo, che svolgono funzioni fondamentali (sala, botteghino, stagehands, etc..), tramite appalti nei Teatri Pubblici e Fondazioni Lirico Sinfoniche.

6- ATTIVAZIONE DI PERCORSI DI FORMAZIONE RETRIBUITI DA PARTE DEI TEATRI STABILI E TRIC
La scorsa stagione 2019-2020 e l’attuale 2020-2021 rischiano di essere passaggi del tutto a vuoto nelle carriere di gran parte dei lavoratori e delle lavoratrici del comparto, non solo in termini previdenziali, ma anche in termini di crescita professionale. L’alta formazione e l’aggiornamento continuo sono fattori imprescindibili nel nostro percorso professionale, per cui riteniamo sia essenziale riconoscerne il carattere retributivo, oltre che contributivo.

Ai fini di un efficace supporto per la categoria, adeguato anche alle reali necessità di tutele e riconoscimento dei diritti, riteniamo necessario sostenere dei percorsi di formazione retribuita, che siano una valida alternativa occupazionale per tutte le professionalità del comparto nei periodi di non occupazione, soprattutto in questo periodo emergenziale, ma ci auguriamo anche nelle stagioni a seguire. Tali percorsi potranno essere finanziati, in un primo periodo emergenziale, a partire dalle risorse già stanziate ed erogate tramite il Decreto 1969, DG-S del 17/11/2020 per i mancati incassi e/o il Decreto 1970, DG-S del 17/11/2020 o Fondo emergenze di parte corrente per Teatri di rilevante interesse culturale (art. 11), Centri di produzione teatrale (art. 14); Teatri di Tradizione (art.18), Centri di produzione danza (art. 26), attingendo alla porzione di liquidità per le attività non effettuate nel c.a. (ospitalità mancate, produzioni annullate, etc.) a causa delle restrizioni dovute alla pandemia.

7- ISTITUZIONE SISTEMA DI SOSTEGNO ECONOMICO PER ASS. CULTURALI E SALE SOTTO I 100 POSTI
Le numerose sale teatrali con platea inferiore ai 100 posti, distribuite su tutto il territorio nazionale rappresentano, nella maggior parte dei casi, un importante presidio di legalità e inclusione sociale in territori difficili e ad alto rischio di emarginazione e costituiscono il caposaldo del contrasto alla povertà culturale ed educativa. Nonostante ciò, sono state escluse dal DL del 14 agosto 2020 “Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia”. Allo stesso modo la somma stanziata per il Fondo Emergenza CoViD 2020 Spettacolo Concessione Contributi Art.89 D.L. 17 Marzo 2020 nr.18 D.M. 23 Aprile 2020 (o “extraFus”) si è rivelata insufficiente a garantire la sopravvivenza del tessuto culturale più laborioso del Paese. Al fine di sostenere tutte queste piccole realtà e allargare il più possibile la platea per la sopravvivenza del settore, ribadiamo la necessità di uno stanziamento più cospicuo di finanziamenti in un Fondo ad hoc, cui accedere con dei parametri più inclusivi rispetto a quelli adottati per l’”extraFus”; inoltre sostenere le associazioni culturali e le piccole sale è necessaria una revisione del sistema fiscale.

8- EQUIPARAZIONE DEL TEATRO IN STREAMING ALLE REGOLAMENTAZIONI DELLA MESSA IN ONDA IN DIRETTA DI SPETTACOLI TEATRALI
Per il personale artistico e tecnico impiegato nelle registrazioni audiovisive di prodotti destinati alla fruizione in streaming deve essere riconosciuta, oltre al compenso giornaliero previsto dalla contrattazione, una maggiorazione pari a quanto previsto dalla normativa ad oggi esistente, quindi ai sensi dell’art.16 del CCNL per il personale artistico, tecnico e amministrativo scritturato dai Teatri Nazionali, dai Teatri di Rilevante Interesse Culturale, dai Centri di produzione e dalle Compagnie teatrali professionali”, rinnovato il 19/04/2018.
In tal caso lo spettacolo potrà essere ceduto dall’impresa ad una emittente televisiva o streaming a pagamento per trasmissione in Italia e nel resto del mondo, in lingua italiana per tre passaggi televisivi, e lo scritturato ha il diritto di percepire:

a) per le riprese dal teatro e/o dallo studio televisivo e/o da altro luogo di normali spettacoli:

• un compenso forfettario lordo di importo pari a 9 volte il compenso giornaliero lordo. Il compenso
forfettario non potrà comunque essere inferiore a € 1080 lordi.

b) per le riprese dal teatro e/o dallo studio televisivo e/o da altro luogo di atti unici:

• un compenso forfettario lordo di importo pari a 6 volte il compenso giornaliero lordo. Il compenso forfettario non potrà comunque essere inferiore a € 720 lordi”

9 – CONTROLLI SICUREZZA COVID SUI POSTI DI LAVORO

Pretendiamo siano stanziate risorse per aumentare la sicurezza nei luoghi di lavoro e intensificare i controlli per il rispetto di tutte le procedure atte a garantire la salute dei lavoratori e delle lavoratrici. Chiediamo inoltre la partecipazione dei lavoratori dei vari comparti alla redazione di più stringenti protocolli per la sicurezza, che individuino con certezza l’assunzione di responsabilità dei datori di lavoro e le coperture assicurative, prevedendo multe e pene più severe in caso di mancato rispetto delle norme di sicurezza generali e CoViD-19, in modo da tutelare le singole specificità di ogni categoria di lavoratori in ogni possibile luogo di attività.

Proponiamo l’adesione a fondi assicurativi per la tutela economica in caso di contagio, a carico del datore di lavoro prevedendo un credito d’imposta significativo), che assicuri in maniera ulteriore per tutto il periodo di infortunio in caso di contagio da virus covid-19.
Riteniamo inoltre necessario eseguire tamponi su tutti i luoghi di lavoro come metodo precauzionale, a carico delle committenze o del datore di lavoro da considerarsi come costo di produzione per la sicurezza.

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